Il community hub di Better Places

Spazio Hydro. La ricostruzione tra cambiamenti e affermazione della sua identità culturale e di coesione civica e sociale

Al suo percorso di ristrutturazione ha contribuito anche la Falegnameria Gardiman interpretandone la storia ed esprimendo le sue finalità di accoglienza.


Marzo 2026

Hydro è uno spazio di sperimentazione culturale e sociale. È il luogo dove associazioni e singoli cittadini possono esprimersi, confrontarsi e sviluppare attività e progetti, contribuendo a migliorare il territorio che abitano. Negli ultimi anni ha affrontato diversi cambiamenti strutturali e organizzativi dovuti all’alluvione e alla pandemia del 2020 per tornare ad essere il luogo di educazione alla cittadinanza e alla democrazia. Ne parliamo con Luca Biasetti, ex presidente di Better Places APS, associazione di promozione sociale che gestisce Spazio Hydro, che è stato parte attiva in questa trasformazione mirata a preservarne la forte identità.

Oggi Spazio Hydro continua ad essere un importante punto di riferimento culturale per il Biellese, ma non solo. Quali sono state le sfide per ricreare questa realtà?

L.B:  Da quella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2020 quando il torrente Cervo si portò via l’originaria sede di Spazio Hydro, molte cose sono cambiate. 

Non parlo solo della struttura che è stata ricostruita poco più a valle, grazie alla grande disponibilità di Cittadellarte e alla campagna di crowdfunding #WeAreHYDRO su PdB – Produzioni dal Basso in collaborazione con Arci Nazionale. Con la Fondazione Pistoletto e con Michelangelo Pistoletto stesso c’è sempre stato ascolto e una grande collaborazione che ha permesso a Hydro di continuare la sua attività nel corso degli anni.  

L’altra grande sfida affrontata alla riapertura di Hydro è stata confrontarsi con il nuovo panorama culturale mutato con la pandemia. Dopo tre anni di assenza si doveva “riagganciare” una comunità di persone destinatarie dello spazio e farlo con nuovi strumenti e una nuova visione. E con un rinnovato gruppo di lavoro: molte e molti tra noi, durante e subito dopo il 2020, hanno scelto di lasciare la nostra città per studio e/o lavoro altrove, in Italia come all’estero.

Cosa richiedeva il nuovo scenario culturale e sociale post pandemia?

L.B.: Innanzitutto era necessario fare rete con nuovi centri culturali, luoghi di prossimità, associazioni di volontariato per essere uno strumento funzionale alla creazione di una comunità sociale. Hydro doveva ridefinirsi come spazio ibrido, multidisciplinare dove c’è maggiore interazione con forme espressive diverse. Spazio Hydro, in un progetto di fruizione dell’arte a tutto tondo, rappresenta un luogo di aggregazione a bassa soglia di accesso: è una proposta facilmente intellegibile, accessibile a tutti.

A sostenere il nuovo progetto, fortunatamente, sono intervenute anche le fondazioni bancarie: grazie infatti agli emolumenti economici previsti in supporto alle politiche del terzo settore dopo la pandemia, Better Places ha potuto intercettare risorse preziose, da Fondazione CR Biella e da Compagnia di San Paolo. In più, dal 2022, l’associazione è intestataria del Fondo Unico per lo Spettacolo, oggi Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, messo a disposizione dal Ministero della Cultura. Questo ci rende molto orgogliosi. 

Di fatto siamo l’unica realtà del territorio, sostenuta da queste risorse, che si occupa di musica moderna: per la musica classica, il Ministero sostiene l’Istituto Perosi.

Hai detto che l’eccezionalità di Spazio Hydro è dovuta anche alla gestione da parte dei volontari.

L.B.: Sì, assolutamente. Se pensi che da ottobre a giugno c’è una programmazione serrata di 2/3 serate alla settimana interamente gestita da una ventina di volontari, capisci la grande mole di lavoro affrontata con energia, passione, professionalità da queste persone. Giovani e meno giovani che propongono concerti, incontri, presentazioni di libri, rassegne di cinema e teatro.

La ricostruzione della sede di Spazio Hydro ha visto l’intervento della Falegnameria Gardiman. Quali sono stati i concetti d’ispirazione per far rivivere questo spazio?

L.B.: L’apporto della Falegnameria Gardiman è stato di grande aiuto nell’esprimere il concetto di casa, di comunità che Hydro rappresenta per molti. 

La scelta dei materiali non è stata casuale. Ogni aspetto doveva armonizzarsi con gli altri per far sentire accolto chi decide di trascorrere il suo tempo e condividere l’esperienza di Hydro. Lo spazio è stato considerato da Gardiman come uno strumento musicale, una cassa di risonanza delle finalità di questo luogo e della sua storia. 

I serramenti riprendono le caratteristiche del contesto di Cittadellarte che si trova all’interno dei locali di un opificio dismesso, l’ex Lanificio Trombetta, testimonianza esemplare di archeologia industriale. Di grande impatto scenografico è il bancone caratterizzato dal disegno del corso del torrente Cervo, dalla sorgente alla immissione nel fiume Sesia, e le coordinate GPS che indicano la posizione di Hydro sulle sponde del corso d’acqua da cui prende il nome. Il bancone è organizzato con spazi contenitivi, cassettoni per organizzare tutta l’attrezzatura necessaria per la linea bar, con prodotti molto diversificati. 

Un altro elemento importantissimo sono i moduli del palco attrezzati con pedane montabili l’una con l’altra: modularità che rende semplice l’organizzazione tecnica delle serate.

 

Realizzazione Arredi a Disegno e su Misura Falegnameria Gardiman
Foto Archetipo Creativo
Sito archetipocreativo.it
Anno 2022/2023